Ho assaggiato il tuo silenzio, ieri.
Erotico ghiaccio sull’ambra liscia,
la mia pelle sotto di te.
Gocciolavo felicità,
acqua sulla seta bianca,
a rovinarla di noi
per sempre.
Aggrappata al colore del cielo
facevo mie perversioni sottili
e tu a spingermi,
a strattonarmi;
“lascia quella nuvola, il paradiso è là
raccoglilo, amalo, Vivilo”.
Acqua sulla seta,
a disegnarla d’ombre informi
trasparenti e deboli,
come noi,
ossessionati dal bisogno
di ricordare.
Ombre
partecipi al piacere,
a ricordarci che siamo stati lì
senz’arte
immotivati e soli,
a stringerci dalla voglia imperfetta di Vivere,
una volta soltanto.
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